Ci sono due cose, importanti, che ho capito sul mio malessere.
Ho capito che quando sto male sono ossessionata dalla mia solitudine. Non vedo altro intorno a me che persone che mi ignorano e che mi abbandonano a me stessa. Penso a una persona e la vedo lì, intenta a fare le proprie cose, e penso che NON sta pensando a me. Non le viene in mente di scrivermi un messaggio, di chiedermi come sto, di parlare un po’ con me, di prendere l’auto, il treno, l’aereo per venire a farmi compagnia sapendo che sto male.
Esisto io, il mio male e le persone che lo ignorano.
Mi chiedo come sia possibile che non esista qualcuno sulla Terra che al risveglio come prima cosa pensi a me. Mi chiedo continuamente e ossessivamente perché non interesso abbastanza a qualcuno da essere io la priorità nei suoi pensieri. Parto con domande e analisi a raffica: sono brutta? Sono antipatica? Sono stupida? Sono poco interessante? E così via. Devo capire cosa mi rende immeritevole delle attenzioni di quelli che non me le danno. Mi viene voglia di chiedere a chiunque perché non mi sta parlando, cosa ho che non va, perché non io, perché, cosa ho, cosa non ho, eccetera fino all’assurdo e al patetismo più incredibile.
Un’altra cosa che ho capito è che dopo una certa età non è più giusto aspettarsi sostegno da parte della propria famiglia d’origine. Fino a un certo punto è giusto pretendere amore e attenzione dai propri genitori, e recriminare, arrabbiarsi, impazzire se necessario, se questi non ci sono, ma arriva poi un momento in cui le cose si ribaltano. A quel punto i genitori iniziano a invecchiare e hanno bisogno che tu restituisca loro il sostegno che ti hanno dato. Funziona così, nessuno fa niente senza volere qualcosa in cambio ed è per questo che i genitori danno qualcosa ai figli: per goderne i frutti nella vecchiaia e per ricevere il favore ricambiato.
Quindi, arrivati a una certà età, aspettarsi ancora comprensione da chi ci ha generato è contronatura ed è sbagliato. Diciamo che a un certo punto sarebbe giusto avere costruito un proprio nucleo affettivo indipendente e prendere lì il sostegno di cui si ha bisogno, che si tratti di una famiglia, di un compagno o degli amici. Oppure, bisogna avere costruito dentro di sé i punti di riferimento necessari ad autosostenersi nei momenti di difficoltà. In pratica, se arrivi a una certa età, i tuoi genitori sono nella fase in cui hanno bisogno loro del tuo aiuto e non sono più in grado fisicamente o mentalmente di occuparsi di te, non hai costruito un tuo nucleo affettivo e non hai dentro di te la forza per autosostenerti (vuoi perché sei particolarmente malfatto, o perché hai avuto molte difficoltà nel tuo percorso e ti sei inesorabilmente “interrotto”, o perché ti sei ammalato cronicamente nel corpo o nell’anima, o per qualsivoglia motivo, la sostanza non cambia) sei assolutamente fottuto. Inesorabilmente e assolutamente fottuto. Non avrai certo aiuto da gente sconosciuta o passanti a caso, che ti rivolgeranno la parola e forse un sorriso ma fondamentalmente è al proprio nucleo che ogni sera torneranno lasciandoti solo. A quel punto non hai scelta e devi improvvisare, devi riuscire a costruirti questi famosi punti di riferimento dal nulla. Cose che gli altri hanno costruito piano piano negli anni, guidati da qualcuno o dal tempo, tu li devi costruire assolutamente da solo e senza guida e nel più breve tempo possibile.
Questo è l’unico destino di chi non funziona, di chi non è fatto nel modo giusto e non vede la propria diversità riconosciuta in alcun modo da nessuno di esterno. Questa è la lotta solitaria contro un male ignoto e inspiegabile di cui non si riesce a venire a capo, e in cui nessuno ti aiuta a venirne a capo. Bisogna smettere di credere che a qualcuno importi, ma soprattutto bisogna smettere di credere che a qualcuno debba necessariamente importare, che questo trattamento di favore ci sia dovuto. Bisogna accettare la crudeltà, la verità, la solitudine e diventare così forti da non esserne più scalfiti, o almeno non più feriti così tanto nel profondo.
* https://www.youtube.com/watch?v=KTcxiet-_8o