Intimisto

Bianco.

“Qualche cosa farò.” Uscirò, andrò a Port’Alba. Ho tanti libri da leggere e zero soldi da spendere, ma voglio guardare la gente che cammina tra le bancarelle, i fumetti con le scritte dei bambini, i libri di scuola con i cazzi disegnati sopra dagli studenti annoiati dalla spiegazione della prof. Voglio prendermi la pioggia in testa e una febbre invalidante e sperare che un libro mi conquisti così tanto da farmi spendere i miei soldi che altrimenti avrei usato per mangiare.

Ma non mi piace niente. Come sempre, m’interessa tutto e niente. Mi sento vuota come un guscio vuoto, triste e incazzata con il mondo anche a Port’Alba. Così vuota che ho sempre pensato che per questo non mi avresti mai voluta. Così incazzata che rispondo male ai tizi che vogliono darmi il volantino, che quando quello urla sobbalzo, che se quell’altro mi sfiora mi ritraggo, che sono sulla difensiva più di sempre e che vorrei piangere anche solo perché quello stronzo mi è passato con il motorino a un centimetro dalla pelle.

Ho paura di parlare, vedo gente e la saluto a fatica. Devo dire, devo chiedere, al fruttivendolo di darmi la verdura, al gestore del locale se può farmi lavorare. Devo parlare, maledizione, devo fare qualcosa o morirò, ma ci riesco a malapena. Sembro uscita da un mese di isolamento, tutto mi dà fastidio e tutto mi fa paura, voglio tornare a piangere come una cerebrolesa nelle mie quattro mura maledette, ma non posso, non posso ora, non potevo prima e non potrò mai.

La notte mi alzo e cancello con l’acqua le scritte sopra il muro. Quelle tue. Strappo i fogli e cammino vagante. Dipingerò questo muro di bianco. Così bianco come se tu non ci fossi mai stato. Cancellerò le parole belle, quelle brutte, anche quelle non dette. Cancellerò i ricordi, le speranze e le ferite.

“E’ difficile per tutti, per te è impossibile. Se non accetti di avere fallito non andrai mai avanti.”

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One thought on “Bianco.

  1. Conosco bene la sensazione che descrivi, quella di sentirsi quasi inebetita in mezzo alla gente, come se si fosse vissuto in isolamento per troppo tempo. Succede anche a me di muovermi tra tutti quegli sconosciuti con circospezione, come se stessi guardando degli alieni – e sono tutti così sporchi e volgari – avendo solo voglia di tornare presto a casa, il più in fretta possibile, per trovare qualcosa con cui anestetizzarsi. Boh, credo che capiti a chiunque, prima o poi… O forse solo ad un certo tipo di persone. Sì, forse solo ad un certo tipo di persone.

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