Eros, Racconti

Closer.

“Ricorda, se hai davvero fatto godere una donna puoi sempre riaverla, in qualsiasi momento.”

Me l’aveva detto la mia amica Marika mentre stavamo lì, distesi sul prato, a fumarci una canna e io le stavo raccontando di aver rivisto Clara con il suo attuale ragazzo.

Prima che ci lasciassimo, avevo fatto delle foto, a Clara. Le avevo detto che gliele stavo facendo perché volevo che le tenesse per ricordarsi sempre di come la guardavo io. Volevo che le appendesse al muro, dietro il letto, di modo da poterle guardare sempre, magari quando scopava col suo nuovo ragazzo e si alzava sopra di lui, così, mentre ansimava col suo cazzo dentro poteva vedere le foto che le avevo fatto io, poteva vedere come la guardavo io, e il mio sguardo sarebbe stato su di lei lì, in quel momento, mentre faceva l’amore col suo nuovo fidanzato.

Quando lo dissi a Marika si mise a ridere e mi disse che ero un pazzo, un maniaco, una specie di stalker da cui ci si dovrebbe guardare, ma io vedevo questo mio desiderio come la cosa più innocente del mondo, una innocua perversione che mi concedevo e a cui credevo di avere diritto, essendo stato il primo ragazzo di Clara, quello che l’aveva sverginata, quello che l’aveva fatta godere per sei anni, quello che sapeva tutto di lei, e quindi, va bene che ti fai scopare da un altro, va bene che gli dici le porcate che dicevi a me, che godi con un altro cazzo e tutto il resto, ma in qualche modo ci devo stare pure io, nel tuo godimento nuovo.

Pensai alle parole di Marika e mi resi conto che forse aveva ragione. In fondo non esiste un collante più forte del sesso. Non l’amore, l’amicizia, la parentela, credo che più di scopare non ci sia niente che ti lega a una persona, anche se poi non l’ami, non le vuoi bene e non ti importa niente di lei. Il sesso è un legame di tutt’altro tipo, più forte, che trascende i sentimenti e arriva direttamente nella carne. Più nella carne di così, non esiste niente, no?

Pensai alle donne che avevo avuto. La mia vita sessuale con loro era l’indice di quanto ancora ci pensassi e le volessi, di quanto ancora le desiderassi, a volte, quando ero solo, a letto, e credevo di pensare a loro ma pensavo in realtà solo a quando me le scopavo.

Per quante cose tu sappia, per quante cose tu pensi,

per quanto tu ordisca e trami e architetti, non sei mai al

di sopra del sesso. E questo è un gioco assai rischioso. Un

uomo non avrebbe i due terzi dei problemi che ha se non

continuasse a cercare una donna da scopare. E’ il sesso a

sconvolgere le nostre vite, solitamente ordinate. Lo so io

e lo sanno tutti. Ogni vanità, portata alle estreme conseguenze,

finisce sempre per burlarsi di te. Leggi il Don Giovanni

di Byron. (…)

Essere casti, vivere senza sesso, be’, come digerirai

le sconfitte, i compromessi, le frustrazioni ? Guadagnando

di più, guadagnando tutti i soldi che puoi ? Facendo

tutti i figli che puoi ? Questo aiuta, ma è niente rispetto

all’altra cosa. Perché l’altra cosa si radica nel tuo essere

fisico, nella carne che nasce e nella carne che muore. Perché

solo quando scopi riesci a vendicarti, anche se solo per

un momento, di tutto ciò che non ami nella vita e di tutte

le cose che nella vita ti hanno sconfitto. Solo allora sei più

nettamente vivo e più nettamente te stesso. La corruzione

non è il sesso: è il resto.Il sesso non è semplice frizione e

divertimento superficiale. Il sesso è anche la vendetta sulla

morte. Non dimenticartela, la morte. Non dimenticarla

mai. Sì, anche il sesso ha un potere limitato. So benissimo

quanto è limitato. Ma dimmi, quale potere è più grande?

P. R.

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citazioni

Del corpo attraverso il corpo con il corpo dal corpo e fino al corpo. La vita, l’anima non nascono che dopo. Non nasceranno più. Tra il corpo e il corpo non c’è nulla …

Un corpo, niente spirito, niente anima, niente cuore, niente famiglia, niente famiglie d’esseri, niente legioni, niente confraternite, niente partecipazione, niente comunione dei santi, niente angeli, niente esseri, nessuna dialettica, nessuna logica, nessuna sillogistica, nessuna ontologia, nessuna regola, nessun regolamento, nessuna legge, nessun universo, nessuna concezione, nessuna nozione, niente concetti, niente lingua, niente ugola, niente glottide, niente ghiandole, niente corpi tiroidei, nessun organo, niente nervi, niente vene, niente ossa, niente fango, niente cervello, niente midollo, nessuna sessualità, nessun cristo, niente croce, nessuna tomba, niente resurrezioni, niente morte, niente inconscio, niente subconscio, niente sonno, niente sogni, nessuna razza, nessun genere maschile o femminile, nessuna facoltà, nessun principio, nessun atto, nessun fatto. Nessun avvenire, nessun infinito, nessun problema, nessuna questione, nessuna soluzione, niente cosmo, niente genesi, nessuna credenza, nessuna fede, nessun’idea, nessuna unità. Niente anarchia, niente borghesia, niente partiti, niente classe, niente rivoluzione, niente comunismo, la Rivoluzione, l’anarchia, la notte, la logomachia, lo ketenor dui / bezui buibela / orbubela/ topeltra, niente analisi, niente sintesi, niente “di dentro”, niente riserve, niente essudato, niente sudore, niente ispirazione, niente sospiri, nessun ghetto, nessuna irradiazione, nessuna fisiologia, nessuna classe, nessuna lotta di classe, la Rivoluzione…

lo rinnego il battesimo, la patria, la scienza, il verbo, la letteratura, i rituali, la liturgia, le esperienze, la pedagogia, l’insegnamento, la legge, le leggi, la prova, la salvezza. Non credo al valore della salvezza. Non rinnego la poesia, la musica, la pittura, il teatro, la danza, il canto, la muratura, la falegnameria, l’arte del fabbro, il lavoro, lo sforzo, il dolore, i fatti, le prove.

Non voglio più vedere i corpi degli uomini mutilarsi nelle guerre e nei massacri, non voglio più vedere corpi di esseri umani imprigionati nei feretri.

Antonin Artaud

Ingiunzione II – La battaglia del corpo contro il linguaggio – Verso un corpo senz’organi.

Citazione
citazioni, Intimisto

Ingiunzione I – Poetica del corpo crudele.

“Sudore” è la parola chiave. “Korper” la sua applicazione pratica.

I muscoli contratti, le punte doloranti, sudo e persevero e bestemmio tutti i santi.

Ma il corpo mi ringrazia, subito dopo, quando mi sento leggera come se il mondo fosse mio.

Così come mi punisce adesso, invece, che pesante vomito e mi piego in dolori lancinanti.

Il corpo non mi perdona, mai, non solo per quello che faccio a lui.

Non mi perdona per quello che faccio a me, perché lui E’ me.

Il corpo è la mia grande ragione. La mia maledizione. Se mi permetto di farmi male, lui mi fa stare peggio.

Se oso contraddirlo mi distrugge, mi annienta, mi rende una larva immobile e goffa.

Il corpo sono io e tutto il resto non è niente che mi riguardi. Solo uno specchio della mia figura e del mio senso. Riflesso.

“Il risvegliato, il sapiente dice: io sono in tutto e per tutto corpo, e niente al di fuori di esso […].
Il corpo è la grande ragione, una molteplicità con un unico senso, un conflitto e la sua ricomposizione, un gregge e un pastore. Utensile del tuo corpo è anche la tua piccola ragione, fratello mio, che chiami spirito: un piccolo strumento da lavoro e da gioco della tua grande ragione.
‘Io’ dici tu, e sei orgoglioso di questa parola. Ma la cosa ancora più grande, cui tu non vuoi credere, è il tuo corpo e la sua grande ragione: essa non dice ‘io’, ma agisce da ‘io’. […]
Dietro i tuoi pensieri e sentimenti, fratello, sta un possente imperatore, un saggio sconosciuto – si chiama Sé. Abita nel tuo corpo, è il tuo corpo.
C’è più assennatezza nel tuo corpo che nella tua più assennata saggezza. E chi può dire a quale scopo il tuo corpo ha bisogno proprio di questa tua saggezza così assennata. […]
Il corpo creatore si è creato lo spirito come una mano della sua volontà. […]
O disprezzatori del corpo, […] provate rabbia contro la vita e la terra. Un’inconsapevole invidia è nel torvo sguardo del vostro disprezzo.
Io non vengo per la vostra strada, o disprezzatori del corpo! Voi mi siete di ponte per il Superuomo!”

F.W.Nietzsche – “Così parlò Zarathustra” (“Dei dispregiatori del corpo”)

 

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