Intimisto

Tradi-menti. (“Amore, è tutto ciò che si può ancora tradire.”*)

Non sono mai stata capace di mantenere dei rapporti di circostanza. “Ehi, ciao, come stai?” solo perché forse un giorno potresti tornarmi utile. Beh, no.

Opportunismo, l’altro come mezzo,;mors tua, vita mea. Ultimamente ho pensato che è così che si sopravvive. Se il mio ego si nutrisse quotidianamente di ciò che gli viene offerto, sarei una persona molto più soddisfatta. Ma non è da me godere della sofferenza altrui. Ci ho provato, cercando di aggiungere questo tassello al puzzle della persona che avrei voluto essere, alle volte. Stronza, opportunista e disinibita. Una sonora risata. Non è solo compassione, è senso civico, questione di principio, moralità, legge.

Ad ogni modo, c’è chi lo fa. Ma nutre il mio disprezzo. Una vita più serena non è per forza una vita migliore. Una vita misera e meschina può sporcare l’intero universo con un solo gesto prepotente e fatto sovrappensiero.

Disperdersi senza un centro costante è destabilizzante, per me, soprattutto d’inverno, con questo freddo, con questa voglia di chiudermi e non uscire più.

Ho sempre cercato di definirmi, da quando ho perso la mia identità, quel giorno in macchina davanti a tutta la famiglia. Mi sono costruita ‘strati su strati di necessità’, mi contavo le costole pensando di essere un numero e mi davo nomi strani e interessanti da fenomeno da baraccone. Era bello, quando brillavo di quella luce così forte e accecante che non si poteva non notare, e che faceva piangere i più sensibili e ridere i più cattivi. Poi, è passata e ho dovuto creare altri strati, meno accecanti, più miseri, ma ugualmente dolorosi.

Faccio finta, da quel giorno, e non ho mai smesso. Mi copro ancora con mille coperte per non sentire freddo, anche se ora le ossa non sono più visibili come prima.

Non so se mai mi fermerò ad accettare quello che sono, senza la fretta di correre altrove a ripararmi e dire ‘io sono questo’.

Definirmi è limitante ma rassicuratorio. Non tutti siamo fatti allo stesso modo. E’ sconvolgente per me scoprire come due persone possano reagire in modo diametralmente opposto a una stessa situazione. Mi addolora. Devo imparare ad accettarlo; devo riuscire ad arrendermi, cedere, smettere di fare resistenza. Lasciarmi andare a ciò che sono e a ciò che il resto è.

Solo se mi definisco posso trasgredire da me. Cioè tradirmi, e sorprendermi.

Smetterò di riempirmi la stanza di piccoli frammenti dispersi ovunque sul mio letto. Mi terrò strette le due o tre cose a cui sono affezionata lasciando il resto alle voglie del momento. Sono una persona fedele, monogama, abitudinaria, come tutti ho bisogno di certezze. Ma poi devo tradirmi, o avrò disgusto e terrore del ritmo acquistato.

Dovrei smettere di definirmi , smettere di ‘esercitarmi per la vita ponderando ciò che c’è al di là del salto’.

Voler vedere e capire sempre è estremamente doloroso. Se penso che basterebbe coprirmi anche gli occhi, con quelle coperte.

Ma anche questo non è da me.

Bisogna restare fedeli a qualcosa, a un’immagine, conservare  – io credo – anche solo per avere qualcosa da tradire.

Image

*Andrea Pazienza

Annunci
Standard

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...