Intimisto

Fondi da scavare.

Riesco a dire le cose solo quando non sono più vere. Autocastrarmi è la mia specialità.

“Pensaci anche tu, che più di tanto non si può soffrire”. Non è vero neanche un po’.

Per non parlare dei ricordi da salvare, almeno quelli. Neanche.

Umiliarmi oltremodo sarebbe contrario a ogni carta dei diritti umani attualmente vigente, ma i limiti non esistono e ormai non mi fido più di una fantomatica forza esterna che riporti tutto a posto con il buon senso e la logica.

Qui tutto va a puttane e il peggio deve ancora arrivare, perché né io né altri abbiamo rispetto alcuno e calpestare persone e ricordi è il nuovo sport nazionale. Questa storia delle cose che alla fine andranno bene perché qualcosa mi protegge è sempre stata una bufala. Avrei dovuto scriverlo a caratteri cubitali sulla sponda del letto, che l’infelicità è autoprodotta e che alcune cose fanno male tanto e per sempre e le puoi evitare creandoti qualcosa di bello. Per carità, non sia mai, meglio coltivare sofferenza come muffa.

Qualcuno si diverte a nutrirla e prolungarla. Ci vuole coraggio a tagliare tutti i ponti e ad essere chiari, onesti, aperti. Zac. Sono stata rifiutata. Brutto, ma passa, se non c’è chi muove i fili perché, chissà, magari cambia idea. Grazie, ma nel frattempo di me sono rimaste ossa e cenere e rabbia.

Non è solo colpa mia. Ho bisogno di autoassolvermi per forza. Non sono come mi hanno vista, e se mi avessero amata l’avrebbero capito, ma no, non sono tutti intenti ad analizzarmi con la mia stessa dovizia e profondità. Hanno cose più importanti da fare. Loro vivono.

Il conto, quello salato, lo danno sempre a me. Sono l’unica che regge così tanto senza spezzarsi. Ci vuole forza anche per questo.

Davvero, sono molto meglio di così.

La mia rabbia si trasforma troppo presto in una ferita profonda di tristezza. Mi segno e inaridisco ancora un po’. Incontro chi mi spegne ancor di più e mi consumo. Mi spreco e vado a fondo, è magra consolazione constatare che purtroppo è sempre la merda quella che galleggia.

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2 thoughts on “Fondi da scavare.

  1. Sempre. E non è un luogo comune che uno può dire “vabbuò, mò sei amareggiata, perciò parli così.” E’ proprio un dato di fatto.
    Ad ogni modo, io leggo questi post e ci ritrovo pezzi della mia stessa esperienza, ed è questo che mi spinge a scriverti ma metto in conto che potrei anche fraintendere tutto ciò che sto leggendo perché in effetti non ci sono dettagli specifici che facciano capire esattamente di cosa stai parlando. Sembrerebbe che tu non ti sia sentita capita da qualcuno a cui, invece, avresti desiderato aprirti (e magari donarti) totalmente. Anche a me è successo di essere rifiutata da qualcuno di cui mi importava molto il giudizio, più di una volta. L’ultima però è stata a dir poco traumatica (e ne porto i segni ancora oggi). Cos’aveva di differente? Sono arrivata a credere che sia perché stavolta alla base della decisione di questa persona c’era totale ignoranza a proposito della sottoscritta e questo stranamente brucia ancora di più. Voglio dire che se ti rifiutano perché ti hanno vista e non gli piaci, fa malissimo, ma te ne fai una ragione perché non si può piacere a tutti, tu comunque sei stata onesta e trasparente e non puoi biasimarti di nulla etc, etc. Poi ti racconti quelle cose tipo “ok, non mi meritava” e roba del genere. Tutti hanno il diritto di indorarsi un po’ la pillola per stare un filino meglio, non credi? Ma se chi ti rifiuta lo fa sulla base di un’idea falsata perché non ha avuto il tempo di vederti, di conoscerti per come sei in realtà… e va comunque via da te… ti manda al manicomio! Io non me ne sono ancora del tutto capacitata. Ancora oggi mi ripeto “se solo avessi avuto più tempo per mostrarmi avrebbe di sicuro cambiato idea! Cazzo, sono una bella persona! Scommetto qualsiasi cosa che sono tremila volte più simpatica e intelligente della sciacquetta insapore con cui sta oggi! Se solo gli avessi parlato un po’ più di me, se solo non mi fossi fatta castrare da questa fottuta timidezza, da questo timore, come se di queste cose si potesse morire….”
    Il punto è che sì, io, nel mio personalissimo caso che magari non c’entra nulla con te, avrei potuto comportarmi diversamente, in un modo più affine alla mia reale personalità, invece di censurare le mie parole e le mie azioni per paura e inesperienza. Ma diciamoci la verità, è stato anche lui che non ne ha voluto sapere di aspettare e restare per vedere se c’era anche il resto o era solo quello. Odioso, certo, ma era suo diritto ignorarmi se riteneva non valesse più la pena. E adesso lui vive (VIVE, come scrivi anche tu e stavolta sono sicura di sapere cosa significa) nella sua presunzione, nella convinzione errata di cui si è nutrito per trovarsi un alibi e io sono qui, piena di rabbia, verso di lui ma (ancora una volta: siamo onesti) soprattutto verso di me. E’ bastato un errore e sono stata archiviata e mi mangio le mani perché oltretutto è pure un errore che non avrei mai commesso se fossi stata coerente con la vera Alessandra! Quell’atteggiamento non faceva proprio parte di me, da dove minchia è uscito fuori? Ecco che a ‘sto punto smadonno, è naturale. Lì mi sono tradita, ecco perché dico sempre che sono la peggior nemica di me stessa, è tutto vero. Però pure lui, andiamo… Se fosse stato davvero interessato a vedere sarebbe andato oltre. Non è un errore che ti qualifica per sempre e comunque alla fine è tutta questione di priorità. Ognuno c’ha le sue. E il tempo che non ti hanno concesso evidentemente credevano fosse giusto destinarlo ad altro o ad altri. Tu puoi pensare che sia un peccato, loro hanno il diritto di non concordare. Tra qualche mese (o forse qualcosa in più, se mi somigli) ti ritroverai a dire “vabbuò, sticazzi”. Per adesso fatti un favore: provale tutte (MA PROPRIO TUTTE!!) per distrarti e cerca di non farla diventare un’ossessione. Ci si può fare tanto male da soli mentre gli altri vivono e noi li guardiamo vivere e loro manco lo sanno.
    Buona fortuna!

  2. Ti ringrazio.
    Ci hai preso abbastanza 🙂
    E’ nella mia natura purtroppo colpevolizzarmi e non farmene una ragione. Ma va già meglio, ho avuto modo di sfogarmi e questo per me è stato importante.
    Ma solo per una questione personale, in realtà sapevo già prima proprio quello che dici tu.
    Se c’è interesse, non superficiale, non c’è errore o maschera che tenga.
    Certo che dirò sticazzi.
    Ad ogni modo, ci sto lavorando, davvero. 🙂

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