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Autosabotaggio #982

Nonostante il mio ridicolo proposito di assertività, formulato dopo un umiliante capodanno, sono rimasta un’inguaribile e cronica passivo-aggressiva.
Coltivo rancori antichissimi nutrendoli ogni giorno di ricordi. Che trasfiguro accuratamente rendendoli più umilianti, dannosi e acuminati di quanto in realtà non siano affatto. Mi pianto lame nello stomaco e nella pancia fino a che non sono veramente costretta a vomitare tutto fuori perché, a quel punto, non ho veramente altra scelta.
Nietzsche direbbe, con le parole migliori che si possano mai trovare, che “per una unica esperienza, per un unico dolore, spesso specialmente per un unico lieve torto mi dissanguo incurabilmente come per una piccolissima scalfittura sanguinante”.
Quello che voglio dire io, invece, è: se mi fate anche solo un piccolo sgarro, aspettatevi di subire la mia ira furibonda. Ma non meno di qualche mese dopo, quando voi lo avrete già dimenticato e io avrò già un’ulcera perforante in corso.

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