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Sulla testa.

Che bella invenzione che è la famiglia. Ci sono regole e ruoli, in ogni famiglia. Ci sono scopi e obiettivi da raggiungere, e persone meno adatte a farlo. Ci sono persone che meritano rispetto, e persone che devono solo portarlo agli altri perché non hanno una propria identità. Ci sono persone che fanno sacrifici ed elargiscono cibo e denaro, come distributori automatici di amore distillato, come se fosse il loro solo modo di comunicare affetto, e persone che cadono sulle proprie stesse gambe ad ogni tentativo di rinascita. Ci sono i disagi, nelle famiglie. Ci sono i disagi mentali. Quelli da cui bisogna prendere le distanze, perché ci parlano di noi, ci costringono ad affrontare le cose che faticosamente abbiamo rimosso, a mettere in discussione un equilibrio fittizio messo su con tanto impegno, e adesso no, questo strano dolore che c’è ma che non si tocca e non si vede, no, non lo voglio guardare.
Ci sono tante occasioni per dimostrare il proprio amore. L’amore non conosce impedimenti perché, per amore, si dovrebbe sempre voler ascoltare, ci si dovrebbe sempre ostinare a capire: “non ho capito, voglio capire”. I corpi nascondono domande e richieste, perché apprendono con l’esperienza in famiglia che non si può dire con le parole. 
Ci sono tante occasioni per ascoltare le richieste, per dare una carezza sulla testa invece di un calcio nella pancia. Per guardare oltre le apparenze, per smettere di recriminare, di accusare, di manipolare, di fare la guerra. Ma è una via impervia, faticosa, pericolosa e lunga. Non è la scorciatoia della semplificazione: la colpa, il capro espiatorio, il pazzo, la normalità.
Il male, il bene, ciò che è giusto e ciò che ne è fuori. Chi sceglie di stare fuori se ne prenda la responsabilità.

Non trovo pace né di notte né mai, così cerco qualcosa di liquido, solido, gassoso, rosso che possa darmene. Però mi ricordo sempre, e sempre mi ricorderò, di quando quella volta sulla panchina il mio amico alla Dino Giuffré mi disse “Sai perché ti guardo sempre sopra la testa?” – “Sì, lo so, mi devo fare uno shampoo” – “No, cretina. E’ che, secondo me, tu sei poco accarezzata sulla testa.”

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