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Sim-biosi.

I tuoi sguardi, i tuoi passi, la tua voce sono un tribunale che vomita giudizi. Non lo sai, ma io lo sento addirittura prima che accada.

I miei gesti, prima così controllati, premeditati, analizzati fino ad arrotolarsi su se stessi, ora sono schiaffi violenti contro la mia faccia.

Tutto mi viene in faccia con forza e senza rispetto, tutto mi travolge e non mi fa sentire più dove finisco io e dove comincia il resto. Ma dove inizio io? Ma io, inizio? Ma io, esisto? Ma io, sono davvero chi compie i miei gesti, chi mangia i miei biscotti, chi vomita dolore, chi piange commiserazione e si rende ridicola? Non ero forse qualcosa di diverso, prima di tornare in questo vortice in cui non sono più io ad essere me stessa?

Il vuoto della mia identità si riempie, alternatamente, di questa o quella malattia. Io non sono. Io dissono. Io mi annullo e ti lascio fare assolutamente tutto quello che tu vuoi. Perché la facoltà di scelta è riservata agli esseri viventi.

Provami che esisto, e io – forse – vivrò.

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