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Ambivalenza da contatto.

A me non sembra vero, che tu abbia ancora voglia di toccarmi, di baciarmi e di perseguire attraverso di me un tuo piacere. Non ho un corpo avvenente e seducente, le mie parole sono monotòne, i miei discorsi oziosi, i miei occhi pigri e le mie mani legate. Le nostre ossa si scontrano ma tu mi guardi, e mi sorridi, e gemi, ed io ho così paura di stancarti. Ho certezza di stancarti. Se provo ad esserci più spesso io ti mostro, mio malgrado, tutto ciò che sono. E ciò che sono non va bene.
E attorno vedo altre possibili occasioni. Il mio sguardo ancora si perde nel tutto che si polverizza in nulla.
Non so che cosa voglio, mai. Abbracciarti, sentire la tua pelle, sì. Ma poi?
Scompari. Scompaio. Ho bisogno ciclicamente di ricrearmi.
Che cosa c’è che non va in quella tua testa, per cui è me che cerchi quando vuoi calore?
Forse oggi smetterai? Quando ti mostrerò altro, ancora, di me, non ci sarai più?
E’ per via di questa paura che ti sento così vicino e poi così lontano e poi infine non sento più niente?
Una bolla rende il mondo ovattato, dà la spiacevole sensazione di non esserci ma, anche, permette di non sentire tutta quell’angoscia. Una bolla è un cuscino para-colpi.

bpdlove

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