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La forza.

Quando, l’inverno scorso, ero chiusa in camera mia, mia madre si dilettava a ferirmi, salendo da me apposta per venire a dirmi che ero una debole senza le forze per reagire. Ha sempre avuto questa convinzione di scuotermi insultandomi, paragonandomi agli altri per difetto, urlandomi in testa. Dopo una vita intera di fallimenti, di scontri e dopo svariate diagnosi – tra cui una che mi bolla la fronte come un marchio una mucca da macello – non ha cambiato atteggiamento perché non ha la forza di mettere sé stessa in discussione.
La forza.
Questo concetto mi insegue, da che ho memoria e coscienza.
Mi diceva “Io lo so, tu sei debole. Tua sorella è stata più forte di te.”
La forza per reagire.
Non è stata certamente l’unica a dare questi giudizi lapidari su di me. Ci sono state tante persone, nell’arco della mia vita, che, senza che fosse loro assolutamente richiesto, hanno ritenuto necessario esprimere questa loro inutile opinione. Non avevo la forza.
Alla fine, me ne sono convinta. Che cazzo fai, il mondo intero ti dice una cosa, non ti fai venire almeno il dubbio? Non devi essere per forza Vitangelo Moscarda per farlo, basta avere un cervello che funziona e un’identità fragile.
Fragile. Ecco l’altra parola.
Mi ci è voluto molto lavoro e molta osservazione per capire che queste due parole non sono in contraddizione.
Per difendermi da mia madre, cercavo di farle capire che una persona che ogni giorno fa una rampa di scale senza accusare il minimo dolore e la minima stanchezza non poteva essere più forte di una che fa la stessa rampa di scale dovendo vincere dolori e stanchezza profondi. Cercavo di farle capire che lottare ogni giorno contro sé stessi richiede una grande forza, e che senza questa non sarei arrivata dove ero superando tutto ciò che da sempre aveva affollato la mia testa e il mio corpo. Ho conosciuto persone con problemi simili ai miei e le ho viste morire. Molte altre le vedo semplicemente mollare.
Mi è capitato di immaginare alcuni degli accusatori sopportare ciò che ho sopportato io e di averli visti paralizzati.
Come pretendi di essere forte se tutto ciò che senti non ti distrugge ogni giorno? Che forza vuoi che ci sia nella tua stabilità?
Questo discorso non sembrava interessarle, e non sembra interessare a molte persone, perché esiste una comprensibile e universalmente condivisa fissazione per la concretezza. “Ok, è come dici tu, e allora? Quand’è che ti laurei? Che ti trovi un lavoro? Che sorridi e smetti di rompere il cazzo?” e cose del genere.
Infatti, io sono stata sempre una che viveva di chiacchiere e filosofia. Una che campava di aria e parole.
Infatti, a me piacciono molto le parole, e credo ancora nella loro forza. Per tornare al punto di partenza.
Quello che so è che nonostante tutto io non ho mai mollato. Soprattutto, gli altri. Soprattutto, te. Però, gli altri hanno mollato me. Chissà che non fosse la loro una mancanza di forza.
Mi piacerebbe pensarla così, ma so che era solo una mancanza di volontà. Che è la terza parola, ma non ne parlerò adesso.

(“Ciò che si è irrigidito non vincerà.”)

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2 thoughts on “La forza.

  1. Rompipalle ha detto:

    Di sicuro la debolezza non la rispetta nessuno… non ho forza ulteriore per esprimere con maggiore dettaglio quanto questo lo disapprovi.

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