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Solitudine stagionale.

La solitudine dovrebbe essere più una roba estiva o al massimo primaverile, come le percoche o le fragole o le ciliegie. Quando fa caldo sei tutto impegnato a sventolarti e a farti docce e a sudare e se potessi ti staccheresti di dosso anche la tua di pelle quindi non è che la mancanza di un altro sia un problema così grosso, cioè se sei solo lo sei sempre ma almeno riesci a pensarci di meno, ti distrai facendoti la doccia e scrollandoti di dosso il sudore e mangiando le percoche e le ciliegie. Ma in pieno gennaio, dico, quando fa così freddo che uno non ce la fa neanche a pensare di mettere il naso fuori e vuole solo accoccolarsi sotto una coperta e riscaldarsi, lì be’, se tipo sei uno che è completamente e assolutamente solo e sei pure uno che non si riesce tanto bene a fare compagnia da solo e si sente sempre come se gli mancasse un pezzo, allora io dico che insomma, dovresti avere veramente il privilegio del letargo invernale. Una specie di eutanasia ma solo stagionale. Una flebo di tre mesi di morfina, una botta in testa, una sbronza continuata, insomma un esonero dalla coscienza, grazie.

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